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Bonus edilizi, opzione per sconto in fattura o cessione del credito

Pubblicato da il aprile 2nd, 2021 con Commenti disabilitati su Bonus edilizi, opzione per sconto in fattura o cessione del credito

Prorogato al 31 marzo 2021 il termine per la comunicazione

Con riferimento al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi, l’agenzia delle Entrate ha prorogato dal 16 marzo al 31 marzo 2021 il termine ultimo per comunicare l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito per le spese sostenute nel 2020. Per le spese sostenute nel 2021, invece, la comunicazione dev’essere effettuata entro il 16 marzo 2022. Va precisato che il mancato invio della comunicazione nei termini e con le modalità previsti rende l’opzione inefficace.

Il Direttore dell’agenzia delle Entrate, con Provvedimento n. 51374 del 22 febbraio 2021, ha accolto la richiesta di operatori, consulenti e associazioni di categoria, ufficializzando la proroga dal 16 al 31 marzo 2021 del termine ultimo per comunicare all’Amministrazione finanziaria l’ opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito per le spese sostenute nel 2020 inerenti al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi. Il rinvio del termine precedentemente previsto facilita, senza dubbio, la corretta predisposizione e trasmissione del modello di comunicazione dell’opzione per la cessione del credito, ritenuto peraltro piuttosto complesso e articolato.

Si precisa che il mancato invio della comunicazione nei termini e con le modalità previsti rende l’opzione inefficace nei confronti dell’agenzia delle Entrate.

 

Superbonus 110%: profili operativi

Il Superbonus è un’agevolazione prevista dall’articolo 119 del Dl 34/2020 (cd. Decreto Rilancio) che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di adeguamento antisismico e di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Per le spese che riguardano lavori condominiali, il termine ultimo è fissato al 31 dicembre 2022, purché al 30 giugno 2022 sia stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:

  • condomìni;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di ” house providing“;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

soggetti Ires rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali a prevalente destinazione abitativa.

Gli interventi energetici trainanti per l’agevolazione Superbonus vengono suddivisi in tre categorie:

  • isolamento termico delle superfici opache (cd. cappotto termico) che interessi più del 25% dell’involucro dell’edificio;
  • interventi su parti comuni degli edifici che prevedano la sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti con impianti di climatizzazione e la fornitura di acqua calda, a condensazione o a pompa di calore;
  • interventi di sostituzione di impianti esistenti, come descritti al punto precedente, che vengano svolti su edifici unifamiliari o su unità incluse in edifici plurifamiliari ma funzionalmente indipendenti con accesso autonomo.

L’intervento energetico deve garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche o comunque, quando questo non sia possibile, il raggiungimento della classe più alta, da dimostrare mediante Attestato di prestazione energetica (Ape) precedente e successivo agli interventi da effettuare.

Il Legislatore ha poi individuato, sempre per la categoria degli interventi trainanti, due tipologie di adeguamenti antisismici che permettono l’accesso al Superbonus:

  • interventi con riduzione di una o due classi di rischio, anche per parti comuni di condomìni;
  • fabbricati demoliti e ricostruiti da imprese edili entro 18 mesi.

Oltre agli interventi trainanti sopra elencati, rientrano nel Superbonus anche le spese per i cd. interventi trainati, nella cui categoria rientrano le opere eseguite unitamente ad almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico. Sono compresi in quest’ordine di opere, gli interventi di efficientamento energetico, di installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici e di eliminazione delle barriere architettoniche, di cui all’articolo 16-bis, lettera e), del Tuir.

 

Modalità di fruizione dei bonus: utilizzo diretto, sconto in fattura o cessione del credito

La detrazione prevista per il Superbonus è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in5 quote annuali di pari importo e, per le spese sostenute nel 2022, in 4 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

L’articolo 121 del Decreto Rilancio stabilisce poi alcune modalità alternative alla fruizione diretta della detrazione, che si concretizzano nella possibilità di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi (cd. sconto in fattura), applicabile fino al limite massimo del corrispettivo dovuto, o per la cessione del credito, corrispondente alla detrazione spettante.

La cessione può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi;
  • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti);
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

Le stesse disposizioni in tema di sconto in fattura e cessione del credito si applicano anche ad altri bonus edilizi, tra cui:

  • recupero del patrimonio edilizio (cd. bonus ristrutturazioni edilizie), ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del Tuir;
  • efficienza energetica (cd. ecobonus), come disposto dall’articolo 14 del Dl 63/2013;
  • adozione di misure antisismiche (cd. sisma bonus), di cui all’articolo 16 del Dl 63/2013;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (cd. bonus facciate), come previsto dall’articolo 1 della L. 160/2019;
  • installazione di impianti fotovoltaici, ai sensi dell’articolo 16- bis, comma 1, lettera h), del Tuir;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, come disciplinato dall’articolo 16-ter del Dl 63/2013.

Resta esclusa la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito con riguardo al bonus mobili, al bonus verde e al bonus idrico.

Per esercitare l’opzione relativamente agli interventi che rientrano nel Superbonus, oltre agli adempimenti ordinariamente previsti per ottenere le detrazioni, il contribuente deve acquisire anche:

  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai Caf;
  • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati (l’asseverazione va compilata sul portale online di Enea, che a procedura conclusa rilascerà una ricevuta informativa comprensiva di un codice identificativo, e deve essere inviata entro 90 giorni dal termine dei lavori o ad ogni stato avanzamento lavori).

 

Comunicazione dell’opzione: modalità e scadenze

L’esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito deve essere comunicato all’Amministrazione finanziaria, esclusivamente in via telematica, mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’agenzia delle Entrate oppure mediante i canali telematici della stessa agenzia.

La scelta può essere esercitata a fine lavori o in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori, i quali, nel caso di interventi che danno diritto al Superbonus, non possono essere più di 2 per ciascun intervento complessivo e ciascuno di essi deve riferirsi ad almeno il 30% dell’intervento medesimo.

A seguito dell’invio della comunicazione, sarà rilasciata, entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La comunicazione può essere annullata entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio, pena il rifiuto della richiesta.

Il soggetto che deve inviare la comunicazione varia a seconda della tipologia di interventi (se eseguiti sulle singole unità immobiliari o se effettuati sulle parti comuni degli edifici) e della tipologia dei bonus (Superbonus 110% o altri bonus edilizi).

Più precisamente, la comunicazione relativa agli interventi effettuati sulle unità immobiliari deve essere inviata:

  • per il Superbonus, dal soggetto che rilascia il visto di conformità;
  • per tutte le altre detrazioni, dal beneficiario del bonus, direttamente o avvalendosi di un intermediario abilitato.

Nel caso, invece, di interventi eseguiti su parti comuni condominiali, la trasmissione della comunicazione:

  • per il Superbonus, può essere effettuata dal soggetto che rilascia il visto di conformità o dall’amministratore del condominio, direttamente oppure avvalendosi di un intermediario (in quest’ultimo caso, il soggetto che rilascia il visto è tenuto a verificare e validare i dati relativi al visto di conformità e alle asseverazioni e attestazioni nell’area riservata sul sito dell’agenzia delle Entrate);
  • per tutte le altre detrazioni, dall’amministratore di condominio.

Per i condomìni minimi in cui non vi è obbligo di nominare l’amministratore, la comunicazione deve essere trasmessa da uno dei condòmini appositamente incaricato, in via diretta oppure avvalendosi di un intermediario.

Nel caso in cui i dati della cessione non siano già indicati nella delibera condominiale, il condomino beneficiario della detrazione che cede il credito deve comunicare tempestivamente all’amministratore del condominio l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario indicando, oltre al proprio codice fiscale, l’ammontare del credito ceduto e il codice fiscale del cessionario.

In relazione alle spese sostenute nel 2020, il Provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate n. 51374 del 22 febbraio 2021 ha stabilito che la comunicazione dev’essere effettuata entro il 31 marzo 2021, posticipando il termine inizialmente previsto del 16 marzo 2021. Per le spese sostenute nel 2021, invece, il Provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate n. 283847 dell’8 agosto 2020 ha disposto che la comunicazione dev’essere effettuata entro il 16 marzo 2022.

 

Le conseguenze dell’opzione

Essendo modalità di scelta tra loro alternative, finalizzate a rendere il beneficio fiscale fruibile anche per i soggetti incapienti, l’utilizzo diretto dei bonus edilizi, lo sconto in fattura e la cessione del credito si distinguono per le loro diverse caratteristiche e, di conseguenza, comportano effetti differenti.

Con l’utilizzo diretto, la detrazione deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi e va a ridurre l’imposta dovuta. Se si sceglie tale opzione, dunque, è indispensabile disporre di tutta la liquidità per pagare i lavori e la detrazione si recupera in 5 o 10 quote annuali, a seconda della tipologia di bonus considerato. È doveroso ricordare che si ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.

Lo sconto in fattura , invece, viene effettuato, previo accordo, dai fornitori che hanno eseguito gli interventi. Il contributo sotto forma di sconto è pari alla detrazione spettante e non può comunque essere più elevato del corrispettivo dovuto (in sintesi, la detrazione va a ridurre l’importo della fattura). Al fornitore, a fronte dello sconto esercitato, è riconosciuto un credito d’imposta pari alla detrazione spettante. Lo stesso fornitore, in seguito, può decidere di usufruire del credito in compensazione oppure cederlo ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Con la cessione del credito, infine, la detrazione può essere trasferita sia in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi, che di altri soggetti o di istituti di credito e intermediari finanziari. Il credito d’imposta è pari alla detrazione spettante e viene utilizzato dal cessionario con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata usufruita la detrazione in capo al cedente. È opportuno sottolineare che la quota dei crediti d’imposta, che non sia utilizzata entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, non può essere utilizzata negli anni successivi, né richiesta a rimborso ovvero ulteriormente ceduta.

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